Thursday, November 23, 2006



Regia: Momoru Oshii
Musiche: Kenji Kawai
Produttore: Kodansha
Tratto da: omonimo manga di Masamune Shirow
Anno: 2006

Dopo undici anni ecco finalmente giungere in tutte le sale italiane il seguito del Ghost in the Shell uscito nel lontano 1995 e che ha avuto un enorme successo non solo presso gli appassionati del film d’animazione di fantascienza. Ancora una volta si tratta dell’adattamento cinematografico del manga di Masamune Shirow e ancora una volta è magistralmente diretto da Mamoru Oshii ( regista di Avalon, film ispiratore di Matrix).Se il primo film è maggiormente incentrato sul Maggiore Kusanagi ( protagonista anche della serie animata) il seguito è incentrato sul suo compagno, Bateau. Nel 2032 le macchine cioè i cyborg sono i migliori amici dell’uomo, spesso utilizzati anche per soddisfare i propri illegali desideri sessuali (in questo caso si chiamano gynoidi). Ma questi gynoidi improvvisamente uccidono i loro padroni e si autodistruggono, azione anomala per un cyborg. Bateau e la Sezione 9 indagheranno sul caso fino a una conclusione che non è il caso di rivelare. Non mancano le citazioni al primo film, le spettacolari ambientazioni barocche e i dialoghi pieni di sentenze, dal tono filosofico e pessimistico. Le musiche curate da Kenji Kawai (uno dei musicisti più apprezzati nel mondo degli anime) rendono a volte troppo lente le scene rese già pesanti da un uso a mio parere smodato del 3D che non si sposa perfettamente con la bidimensionalità dei personaggi. Un film non solo per appassionati e neanche solo per chi ha voglia di una bella storia cyberpunk: ed è un vero peccato che sia rimasto nelle nostre sale per nemmeno due settimane.

Dario Di Lella